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Inquadramento fiscale per chi lavora online

Da diversi anni ho iniziato a lavorare nel digitale e sono una grandissima sostenitrice del lavoro da remoto. Se anche tu hai deciso di intraprendere questa strada, sicuramente ti starai chiedendo come gestire i tuoi guadagni a livello fiscale. In questo articolo ti spiegherò come essere in regola con il fisco lavorando da casa e qual è il giusto inquadramento fiscale per chi lavora online.

Sia che ti occupi di consulenza informatica, di social media marketing o di network marketing, è importante che tu sappia come gestire le tue entrate.

Quando è necessario aprire una partita IVA?

E la ritenuta d’acconto come funziona?

Ti spiego subito come gestire i tuoi pagamenti, in quali casi è possibile fare una ricevuta di prestazione occasionale e in che situazioni è necessaria la fattura.

Come essere in regola con il fisco lavorando online

Molte persone, spesso, preferiscono scegliere un lavoro da dipendenti per paura di non riuscire a gestire gli oneri fiscali e gli aspetti burocratici legati all’attività da freelance. L’apertura della partita IVA infatti è una sorta di spettro che fa veramente paura.

Perché tutto questo timore?

I possessori di P.iva in Italia sono soggetti a molti controlli e spese, tra cui:

  • studi di settore;
  • spesometro;
  • acconti sulle tasse da pagare;
  • spese per il commercialista;
  • contributi fissi.

Per gestire al meglio i tuoi pagamenti e avere l’inquadramento adatto per chi lavora online, puoi cercare di rientrare in due tipologie:

  • la prestazione occasionale e
  • la partita IVA con il regime forfettario.

Queste due fattispecie, infatti sono le migliori per guadagnare lavorando da remoto.

Vediamo quali sono le differenze.

Prestazione occasionale: il modo più economico per iniziare a lavorare online

Se la tua avventura da lavoratore autonomo è appena cominciata, il modo migliore per gestire la situazione a livello fiscale è la ritenuta d’acconto.

Questa modalità, infatti, è una delle più semplici ed economiche.

Non ha vincoli come la fattura e non necessita di spese per attivare pratiche. Basta compilare un documento con il compenso richiesto, in carta semplice, ed inviarlo al cliente.

Ecco come farlo nel modo corretto.

La ritenuta d’acconto è un documento in cui dovrai indicare:

  • i tuoi dati anagrafici;
  • il tuo codice fiscale;
  • i dati del committente;
  • il codice fiscale o la partita IVA del committente;
  • il tipo di prestazione che hai svolto;
  • la cifra pattuita;
  • la data dell’emissione della ritenuta;
  • il luogo in cui hai svolto la prestazione.

Dopo aver compilato la ricevuta in tutte le sue parti, potrai inviarla al tuo cliente.

Ricordati però che, nel caso in cui la tua ritenuta superasse i 77 euro, dovrai apporvi una marca da bollo da 2 euro.

Per fare i conti in modo corretto, è bene che tu sappia che, con la ritenuta d’acconto, il 20% dell’importo deve essere versato allo stato. Questo è un compito che spetta al committente. Per questo motivo, però, ti consiglio di calcolare bene la cifra netta che ritieni di dover percepire come compenso, altrimenti rischierai di vedere il tuo guadagno diminuire.

La prestazione occasionale semplifica moltissimo la gestione dei pagamenti per chi è alle prime armi, ma ci sono dei limiti che devi rispettare. Vediamo quali sono:

  • il tuo fatturato non deve superare i 5000 euro lordi annui;
  • il lavoro non deve essere continuativo e non deve essere svolto presso la sede del committente;
  • la modalità di svolgimento non deve avere un’organizzazione rigida;
  • la durata della prestazione non deve superare i 30 giorni durante lo stesso anno.

Per avere delle entrate extra non soggette a tassazione, alla ritenuta d’acconto puoi aggiungere un rimborso spese.

Questo rimborso deve essere certificato e dimostrato con una fattura o con gli scontrini relativi alle spese extra sostenute. Queste ultime ti verranno rimborsate totalmente ed esentasse.

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P.Iva: quando è necessario aprirla? Quali sono i costi?

Quando superi la soglia dei 5000 euro annui, è arrivato il momento di aprire una partita IVA.

E spesso è qui che iniziano i timori.

Come si fa ad aprire partita iva? E, soprattutto, quanto costa?

Per capire se vale la pena di fare questo passo, la prima cosa di cui hai bisogno è avere un quadro chiaro della tua situazione.

Quindi è il caso di fare un conteggio di quello che andrai a guadagnare e di quali sono i costi a cui vai incontro.

La ritenuta d’acconto, infatti è tassata al 20% e non richiede l’intervento di un professionista per la gestione dei tuoi conti.

In caso di partita IVA, le cose cambiano. I costi di gestione, infatti, sono molto più alti.

Innanzitutto dovrai aprire una posizione presso la Camera di Commercio e rivolgerti ad un commercialista per la gestione delle tue fatture.

Questo significa che con la partita IVA dovrai superare di gran lunga i 5000 euro annui per sostenere le spese e avere qualcosa in tasca.

Oltre alla soglia dei 5000 euro, sei costretto ad aprire una partita IVA, anche nel caso tu inizi a lavorare con continuità con una sola azienda, oppure cominci a svolgere questo lavoro in maniera professionale.

Il regime forfettario, l’inquadramento fiscale per chi lavora online

Sei hai sentito sempre parlare male della partita IVA, ti voglio rassicurare. Infatti esistono anche delle partite IVA con una gestione meno impegnativa di quella tradizionale.

Parlo della partita iva con il regime forfettario. Sai già di cosa si tratta?

Il regime forfettario prevede alcuni requisiti, ma ha diverse agevolazioni.

Innanzitutto il tetto massimo di fatturazione è di 65000 euro annui, per tutte le categorie reddituali. Un margine molto interessante.

Rimanendo sotto questo limite puoi avere:

  • l’imposta ridotta al 5% per le startup, che poi passa al 15%;
  • nessun pagamento di Irap, IRPEF e addizionali;
  • riduzione dei contributi previdenziali;
  • nessuna soggezione agli studi di settore;
  • nessun obbligo di registri IVA;
  • sulle fatture non andrà addebitata l’IVA.

 

Hai scelto l’inquadramento fiscale per lavorare online adatto a te?

Se hai scelto di abbandonare il tuo lavoro ordinario e iniziare a lavorare da casa, è importante che tu capisca quale sia l’inquadramento fiscale per chi lavora online adatto alla tua situazione.

Guadagnare da casa è un’opportunità straordinaria, ma per farlo bene ed evitare spiacevoli sorprese devi essere in regola con il fisco.

Se vuoi iniziare a lavorare nel mondo online, clicca QUI. Ti consiglierò come gestire al meglio il tuo lavoro da casa.

Ti abbraccio,

alla prossima!

Jessica

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Chi sono

Ciao, mi chiamo Jessica e sono una Ragazza Digitale dal 2016.

Ho iniziato come tutte, con un lavoro ordinario (ben 11 anni in un corriere espresso!), per poi passare gradualmente al lavoro online.

Quando ho iniziato a dedicarmi esclusivamente all’online la mia crescita è stata continua e ora mi dedico ad aiutare altre ragazze a fare questo passo.

Attualmente gestisco più di 500 Ragazze Digitali in tutta Italia.

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